La prima alpha release di Ubuntu 9.10 Karmic Koala è stata rilasciata qualche giorno fa. Ovviamente ancora non comprende tutte le nuove features promesse, come Plymouth (già visto da parecchio in Fedora), ma nonostante tutto sono presenti parecchi nuovi pacchetti. I più promettenti e importanti sono il nuovo kernel Linux 2.6.30 e il nuovo compilatore GCC 4.4.1, assieme ad altre features presenti in mamma Debian come GNOME 2.27. Qui sono state testate e comparate con la 9.04, le performace dell’alpha1 di Ubuntu 9.10 ed è sorprendete vedere già da ora come le prestazioni siano tanto superiori.
Jaunty versus Karmic
Domenica, Maggio 24, 2009 di FlycasterCanonical lancia il servizio Ubuntu One
Venerdì, Maggio 15, 2009 di FlycasterUbuntu One è disponibile in due versioni:
- gratuita, con 2 GB di spazio;
- a pagamento, con 10 GB per 10$ al mese.
La gestione dello spazio in rete avviene attraverso una interfaccia web o mediante una applicazione-client installata sul proprio computer. È richiesto Ubuntu 9.04 o una release successiva.
Il servizio non è ancora accessibile liberamente, ma occorre iscriversi al sito Ubuntu One e aspettare di ricevere un invito
Fonte: ubuntu-it.org
Secondo molti, ancora inutile… ma secondo me è una notizia grandiosa! Canonical ha presentato Ubuntu One che consente di effettuare la sincronizzazione e il backup di dati con un server online e replicarlo su altrettanti computer in cui avete installato l’applicazione. Avete a disposizione 2 GB di spazio online gratuito (10 GB a pagamento) per replicare i vostri documenti su uno spazio online e vederli apparire, automaticamente, su tutti i vostri computer in cui è presente Ubuntu One. Ovviamente è ancora in beta, quindi sono presenti tantissimi bugs, e la cosa che più mi secca forse è la sola compatibilità con la nuova versione di Ubuntu, Jaunty Jackalope 9.04 appunto (per non contare il fatto che il progetto per ora è open source solo lato client e non lato server).
Per ora continuo ad usare mediafire che trovo più che sufficiente per le mie esigenze… rapido, semplice e senza fronzoli, ma sono fiducioso in questo nuovo progetto da parte della Canonical.
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Splashy: personalizziamo il BootSplash!
Mercoledì, Maggio 13, 2009 di Flycaster
Per chi non lo sapesse, il BootSplash non è altro che la barra di caricamento che vediamo all’avvio di Ubuntu. Questa non fa altro che nasconderci la procedura di boot che visualizza tutto ciò che viene caricato all’avvio del sistema operativo. Nativamente su Ubuntu, è Usplash ad occuparsi di questo. Quest’ultimo è personalizzabile, ma con Splashy possiamo sbizzarrirci molto di più! E a noi piace tanto complicarci la vita per delle frivolezze simili ![]()
Splashy è sicuramente più bello e accattivante, ma Uspash resta più affidabile e sicuramente più veloce… quindi non mi senti di consigliarne la sostituzione per chi utilizza computer datati o comunque poco potenti e a chi non piace smanettare.
Allora, per chi avesse deciso di dare un tocco di originalità al BootSplash, per prima cosa procuriamoci Splashy. Quest’ultimo non lo troveremo nei repository ufficiali di Ubuntu, ma è reperibile qui. Una volta scaricata la versione adatta alla nostra architettura, procediamo col rimuovere il meta-pacchetto ubuntu-desktop. Non abbiate timore, in quanto meta-pacchetto, la sua disinstallazione non causerà problemi. Da terminale diamo quindi:
sudo apt-get remove ubuntu-desktop usplash
Come potete notare, anche Usplash è da rimuovere in quanto va in conflitto con Splashy. Alla fine del processo di rimozione, non ci resta che installare il pacchetto .deb pocanzi scaricato con gdebi cliccandoci sopra due volte. Terminata l’installazione, procediamo a crearci una copia di sicurezza del file menu.lst nel caso qualcosa vada storto:
sudo cp /boot/grub/menu.lst /boot/grub/menu.lst.old
così da poterla ripristinare in qualsiasi momento. Passiamo ora ad editare il file menu.lst col nostro editor di testo preferito (nell’esempio userò gedit in quanto uso GNOME):
sudo gedit /boot/grub/menu.lst
individuate la riga (simile a questa) “kernel /vmlinuz root=/dev/hda1 ro quiet splash” relativa al kernel in uso e aggiungetene alla fine “vga=792″. Dovremmo avere questo risultato finale (esempio):
kernel /vmlinuz root=/dev/hda1 ro quiet splash vga=792
Ora, procuriamoci qualche nuovo tema a questo indirizzo oppure direttamente su kde-look. Una volta scaricato il tema, scompattiamolo e copiamo l’intero contenuto nella cartella di Splashy in questo modo:
sudo cp -a ubuntu/ /etc/splashy/themes
e potremmo scegliere il nuovo tema da visualizzare al boot del sistema operativo.
Ubuntu 9.04
Venerdì, Aprile 24, 2009 di FlycasterE’ stata rilasciata la nuova e fiammante versione della nostra distro preferita: ubuntu 9.04
Come hanno già fatto notare tutti (e subito), il punto di forza di questa nuova versione è la straordinaria velocità di boot, ritenuta da tanti (ma non da me, 38sec per accendersi per me sono più che sufficienti
) il più evidente punto debole di ubuntu. Io non ho avuto modo di provarla, figuratevi che sono ancora ben ancorato alla mia preziosa LTS, la 8.04 per la precisione! Rimarrà ben salda sul mio hard disk fino alla prossima release LTS, questo è sicuro! Per chi è interessato può ovviamente recarsi qui e scaricare l’immagine .iso del sistema operativo e provarlo, oppure (sconsigliatissimo a mio avviso) dare un bel “sudo apt-get dist-upgrade” nel terminale e attendere un bel pò prima che il processo giunga al termine.
Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla terra guardando il cielo… (cit)
VirtualBox per la nostra distro.
Sabato, Aprile 11, 2009 di FlycasterBack to the Future Guide!
Il modo migliore per crearsi una macchina virtuale è, a mio avviso, usare VirtualBox. Questo potente software ci permette di creare più macchine virtuali sul nostro computer avviabili anche contemporaneamente.
Per chi non lo sapesse, una macchina virtuale è una vera e propria simulazione di un intero computer (virtuale) sul nostro computer (fisico), con tanto di periferiche e sistema operativo. E’ infatti quest’ultimo lo scopo principale dell’uso delle macchine virtuali: il poter avere avviati contemporaneamente più sistemi operativi differenti, eliminando di conseguenza la necessità di riavvio.
Ritornando a noi, VirtualBox è presente in due versioni: la OSE, che sarebbe quella free ed open-source ma con qualche funzione in meno; e quella “normale” che rimane free, è completa ma è a codice chiuso. Sconsiglio la OSE fondamentalmente per un solo motivo: non ha il supporto per le periferiche USB.
Avrete quindi intuito che installeremo sulla nostra distro un programma closed-source… non farevi prendere dal panico!

Per prima cosa rechiamoci qui. Chi non vede l’ora di installare e iniziare a smanettare con VirtualBox può facilmente scaricare dal primo elenco in alto il file .deb autoinstallante per la propria architettura (i386 | AMD64; rispettivamente per 32 o 64 bit), cliccarci due volte sopra e sperare che tutte le dipendenze siano soddisfatte per far si che il programma si installi.
Per i veri smanettoni, ma soprattutto per chi desidera avere i repository perfettamente organizzati per avere, appena possibile, sempre la versione più aggiornata del software, bisogna dare un’occhiata un pò più in basso, dove si parla di distribuzioni Debian-based. Troveremo oltre ai repo per Debian Lenny ed Etch (e quello sfigato di Xandros
), anche quelli relativi alla nostra amata Ubuntu, sia essa Intrepid, Hardy, Gusty e via dicendo. Per riconoscerla basterà leggere il nome alla fine della riga, subito prima della dicitura “non-free“. Individuato il repository che a noi interessa, non dobbiamo fare altro che incollarlo in fondo alla nostra sources.list contenente tutti i repo.
Per fare ciò basterà aprire il terminale e dare:
sudo gedit /etc/apt/sources.list
(sostituire “gedit” col proprio editor di testo preferito, es. per Kubuntu sarà “kate” o “kwrite“), e incollare la riga che ci interessa in fondo al file appena aperto. Salvare e chiudere.
Sempre da terminale scarichiamo e inseriamo la chiave pubblica per i repo appena inseriti:
wget -q http://download.virtualbox.org/virtualbox/debian/sun_vbox.asc -O- | sudo apt-key add -
diamo invio. A questo punto aggiorniamo la lista dei repo con un bel:
sudo apt-get update
e installiamo la nuova versione di VirtualBox con:
sudo apt-get install virtualbox-2.2
Se desideriamo utilizzare una versione precedente ci basterà sostituire “virtualbox-2.2” con “virtualbox-2.1 – virtualbox-2.0 – virtualbox” a seconda della versione che vogliamo installare.
IMPORTANTE!!! : prima di effettuare il primo avvio del programma leggere assolutamente a questo link il paragrafo “Primo avvio” altrimenti non sarete in grado di creare macchine virtuali col programma appena installato.
Divertitevi ora a provare qualsiasi sistema operativo senza la necessità di partizionare il vostro hard disk
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L’ITALIA IN MINIATURA: il favoloso parco tematico!
Mercoledì, Aprile 8, 2009 di skycaster

“Fatta l’Italia iniziamo a visitarla”… questo è il primo cartello che si trova appena entrati nel parco…
Troppo grande!!!
Il parco è ubicato alle porte della cittadina romagnola, Via Popilia, 239 (S.S. 16 “Adriatica” – Km. 197) – 47900 Viserba di Rimini (RN), facilmente raggiungibile con la strada statale “Adriatica” grazie alla segnaletica disposta nei punti chiave lungo il percorso.
Visitarlo è davvero un’esperienza bellissima, che consiglio davvero a tutti, grandi e piccini! Si resta senza parole alla vista di un tale capolavoro. Tutto il parco si distribuisce lungo una penisola artificiale a forma di stivale
circondata da un laghetto, nel quale si possono trovare le varie imbarcazione: navi da crociera, navi merci, barche a vela ecc… Sulla penisola sono distribuiti numerosi monumenti in miniatura, molto belli e “spiaccicati” agli originali, ognuno etichettato per un più agevole riconoscimento.
Percorrere i viali tracciati sulla penisola è fantastico! Si resta davvero senza parole, anche dalle tante attrazione allestite nel parco: “Monorotaia arcobaleno” il trenino che dall’alto ti fa fare tutto il giro della penisola, un‘emozionante giro in “barca” tra i canali di una Venezia ”posticcia”
; il “Luna park della scienza”, con tanti macchinari utili per imparare le prime basi della fisica, la casa di Pinocchio, “Piazza Italia” l’arena dove si effettuano gli spettacoli, per i più spericolati c’è il “Sling Shot”e “Canoe” un ottovolante acquatico, la “Torre panoramica”, l’area giochi “Paly mart”, il Cannonacqua, il gioco che consiste nell’assalto di un castello (riproduzione del Castel Sismondo) vincendone la difesa, o attaccandolo a colpi d’acqua.
L’”Italia in miniatura” non è il classico parchi divertimenti , esso consente di trascorrere una bella giornata, divertente ed allo stesso tempo istruttiva, insieme alla propria famiglia, i propri amici o il proprio fidanzato.
Provare per credere…
L’Abruzzo continua a tremare.
Mercoledì, Aprile 8, 2009 di skycasterLa terra continua ancora a tremare in Abruzzo, non c’è tregua. Nuove scosse sono state registrate ieri sera alle 19,42 e questa mattina ma “fortunatamente” con minore intensità. Il bilancio delle vittime però continua ancora ad aumentare, 251 per ora quelle accertate, moltissimi i feriti e altrettanti gli sfollati! Una vera e propria catastrofe! Venerdì alle 11 presso la Scuola Ispettori della Guardia di Finanza si terranno i Funerali di Stato delle vittime del terremoto. La proposta era stata lanciata dall’Arcivescovo che ha voluto far coincidere la data con il Venerdì santo.
Per fortuna in tanto dolore c’è chi ancora dopo 48h riesce ad uscire vivo dalle macerie, come il caso di una ragazza sorda estratta viva dalle macerie di un edificio in località Villa Gioia all’Aquila. Eleonora Calesini, 20 anni, Di RImini, era rimasta incastrata in una nicchia formata dai pilastri di cemento armato che le ha consentito di sopravvivere alle tante scosse che ci sono state dalla notte di domenica. “Era cosciente e ci parlava durante tutte le operazioni di soccorso” dicono i vigili del fuoco di Venezia e Cuneo che l’hanno salvata.
Non ci sono parole per descrivere gli stati d’animo di coloro che stanno vivendo questo tragico momento, che si trovano senza una casa, che hanno perso le persone a loro care… è davvero assurdo, e la cosa più brutta è che non se la si può prendere con “nessuno” per queste terribili catastrofe naturali!
PUMA: biposto elettrica…una nuova “genialata” americana?
Mercoledì, Aprile 8, 2009 di skycaster
Sono già pronti a girare sulle strade americane di New York i prototipi Puma (Personal Urban Mobility e Accessibility), la biposto elettrica grazie a un progetto congiunto di General Motors e Segway, la casa produttrice degli inconfondibili veicoli individuali a due ruote che restano in equilibrio grazie a un giroscopio. Una vettura a due posti e a due ruote poste lateralmente, in grado di reggersi in equilibrio da sola, schiva gli ostacoli ed è in grado di monitorare il traffico. Soprattutto grazie ai costi d’esercizio bassissimi e alle sue dimensioni ridotte è almeno in teoria il mezzo ideale per la città. Grazie a due motori elettrici, è in grado di trasportare i suoi passeggeri per 56 kilometri con una sola ricarica a quasi 60 km/h grazie alle batterie a ioni di litio. Secondo le stime, potrebbe costare circa un quarto di una autovettura normale di classe medio piccola. Nel 2010 potrà probabilmente essere industrializzata.
Una vera e propria genialiata no? Se solo si vuole pensare che con questa nuova vettura si potrebbe dire risolto il problema benzina che affligge tutti, giovani, adulti, anziani…
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Chi vivrà vedrà… ![]()
I sondaggi parlano chiaro: il look di Ubuntu non piace. Terminata l’installazione del sistema operativo, la prima cosa che fa il 70% degli utenti è cambiare tema e relative icone. Personalmente a me piacciono le “human” e ancor di più le fantastiche “human 02“, ma quel marroncino che avvolge le finestre fa storcere il naso persino me che del look me ne frego ben poco.


